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Note stringate contro l'omologazione culturale corrente

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lunedì, 31 ottobre 2005

Finalmente i radicali hanno trovato casa! Boselli ed i suoi socialisti hanno accolto la Bonino & C. fra le loro fila. Certo i radicali avevano ed hanno le idee ben chiare su quale parte polica puntare: una legislazione a destra ed una a sinistra! Ma dovevano schierasi poverini; del resto sono stati loro i primi sostenitori del Duopolio; come potevano restare, proprio loro, soli in mezzo allo stagno? Le mie uniche perplessità nascono dal fatto che si sono uniti con tutto ciò che hanno combattuto negli anni della loro storia politica (divorzio a parte) È vero che Marcolone Pannella non si scordava di chiamare amichevolmente "compagni" anche i vecchi, filoURSS, dirigenti del PCI, ma sono anni che parla di libertà e soprattutto di liberismo, parola che a Bertinotti e soci suona sempre molto stonata. Senza contare proprio le lotte radicali contro i "boiardi" di stato di cui il mitico Prodi è e resta uno degli elementi più tipici. Non voglio scordare poi le posizioni vecchie ed attuali dei radicali sull'Iraq tanto che se dovessero trovarsi in una manifestazione, sempre tanto democratica, dei "No global" di Fausto, rischierebbero anche la pelle. E certo le differenze non finiscono qui. Insomma, cos'hanno in comune e che ci stanno a fare con i vecchi nemici? Io, per iniziare, ho dato la disdetta alla loto newsletter e "l'unione" diventa sempre più un coacervo di posizioni politiche che non si concilieranno mai.

Postato da: Essential a 18:53 | link | commenti |
radicali, unione, socialisti

La tv mi rilassa. 5 minuti di (quasi) qualunque cosa mi conciliano il sonno e scaricano le tensioni. Casualmente sono capitato sul 3° canale Rai a notte inoltrata. C'era Serena Dandini che intervistava il giudice Caselli. Dopo poche battute, è finito il relax e mi sono domandato che tipo di televisione desidera la sinistra. La signora Dandini imboccava Caselli con risolini e smorfie di spunti per avallare le tesi del libro del giudice, accondiscendendo ad ogni critica verso il governo anzi sottolineandola con un applauso di un pubblico evidentemente ammaestrato. Forse ci vogliono proprio così: servili e proni con tutti coloro che criticano la destra, e iene con ogni provvedimento giusto o sbagliato che sia del governo. L'intervistatrice di consumata e chiara militanza non ha osato chiedere al giudice Caselli di alcune sue piccole defaillances come: l'assoluzione di Andreotti (ovvero come portare a giudizio un grosso esponente politico ben sapendo che si sarebbe difeso come una iena selvaggia, con poche e sparute prove) oppure sulla vicenda del bravo giudice Lombardini suicidatosi a Cagliari dopo un colloquio proprio con l'intervistato; senza dimenticare l'inutile polverone sollevato sulla vicenda del sequestro Melis; io non avrei dimenticato di chiedergli, poi, cosa intende per "giudizio creativo", ovvero fuori dalla legge, tanto sostenuto dal "di cui sopra" e da tanti suoi amici giudici curiosamente tutti di una stessa fazione. No la signora Serena non gli ha chiesto nulla di tutto questo lasciandolo andar via immerso nella saliva della sua lingua: Emilo Fede non avrebbe saputo fare di meglio col prode Silvio. Si parlava anche di satira e del fatto che è sempre contro il potere ed il governo. Certo non posso scordare che nella precedente legislatura erano proprio i programmi della signora in qustione che, ignorando le porcate di 3 instabili governi di sinistra, faceva satira contro.... l'opposizione Ma è giusto la destra ha sempre e comunque torto, anche quando ha ragione.

Postato da: Essential a 18:12 | link | commenti (3) |
giudici, caselli, dandini

In Sardegna si trascina ormai da anni la querelle sul parco del Gennargentu. L'ha istituito un governo di sinistra (che si guarda bene di ricordarlo) e non è stato mai accettato dalla cittadanza. In questi giorni il famigerato decreto "Ronchi" va a morire definitivamente per iniziativa del governo. Le fazioni autonomiste, vive soprattutto nel centro Sardegna nella zona in quesitone, hanno sempre visto in questa istituzione un'ingerenza nell'autonomia ed un disporre dall'alto del territorio dei Sardi. Se posso essere in linea di principio d'accordo sull'autonomia (devolution? federalismo?) non posso far a meno di notare che i Sardi vanno sempre in ogni caso nella direzione della distruzione del proprio patrimonio naturale e della loro terra. Chi si reca in Corsica si rende subito conto della differenza ovvero di come i Corsi tengano in grande considarazione il loro patrimonio paesaggistico e naturalistico. I parchi sono controllati e protetti; le coste tutelate; ogni spiaggia curata e accudita. Con il parco del Gennargentu e con le altre zone protette il paragone e presto fatto. Chi si oppone con più forza al parco sono i cacciatori che desiderano continuare a sterminare gli ultimo esemplari di fauna indigena i pastori che hanno sempre avuto un paricolare rapporto con il fuoco,non mancano, probabilmente, nascosti nella folla urlante che contesta il parco, gli speculatori edilizi: insomma sono molto pochi coloro che dicono di non volere il parco che "casca dall'alto" ma di volere mantere il territorio intonso e sempre più florido e sevaggio com'è stato da milioni di anni. Gli esempi di questo autolesionismo tipicamente sardo sono molteplici: la sporcizia nelle spiaggie ogni fine giornata estiva, gli incendi frequentissimi, le decine di trappole per cervi nell'oasi faunistica del WWF, lo sterminio costante degli uccelli con i lacci e le reti nella zona di Capoterra vicino a Cagliari; non posso scordare il completo disinteresse nel controllo dell'area marina protetta di Villasimius da parte degli organi del parco e degli stessi abitanti. Tutti questi atteggiamenti sono per me retaggi di una antica mentalità sarda che guarda esclusivamente al proprio orticello e non al bene comune. Per questo motivo resto sempre perplesso quando mi si parla di "unita dei sardi" e di "nazione sarda". Sarebbe bello se provassimo proprio dalla cultura del territorio e dal suo rispetto a capire che dobbiamo essere un solo popolo; abbiamo il vantaggio d'essere un isola ed i nostri confini non sono solo sulla carta.

Postato da: Essential a 17:49 | link | commenti |
territorio, autonomia, parchi, sardi

lunedì, 24 ottobre 2005

Desidero tornare a parlare della TV. Celentano ha fatto il suo mestiere: sollevare un bel polverone, niente da dire anzi bravo per l'enorme clamore che ha suscitato: lo si può mandare a quel paese senza "passare da via" Ma ci sono un paio di cose che mi danno fastidio. Mi da fastidio che Santoro si senta unto dal signore e ritenga indispensabile per l'Italia intera un programma condotto da lui. Mi da fastidio che nessuno dica quanta faziosita' e quante falsità siano state espresse nei suoi programmi. Quanto siano state vergognose le aggressioni premeditate agli interlocutori di destra intervenuti. Oggi l'ultima frescaccia di sinistra sul fatto che Berlusconi abbia redatto una nuova lista di prescrizione indicando quali comici parlano male di lui e del governo. Credo semplicemente abbia detto quel che vedono tutti quasi ogni sera con moltissime omissioni: la maggior parte dei comici in TV si sente in dovere, perlomeno, di prenderlo in giro. Quando non sanno cosa dire una battutina sulla sua altezza non manca mai. Alla fine direi che tanti sono monotoni e scontati. Non capisco allora di cosa ci si debba indignare quando diversi di coloro che "calcano la mano" lavorano anche nelle televisioni Mediaset. L'unica considerezione che mi son trovato a fare è che Berlusconi per alcuni non possa neppure sottolineare un dato di fatto e debba restare "Cornuto e Mazziato". Ma non c'era la dittatura di destra e la mancanza di libertà di parola? Come al solito l'unica parola libera vera incorruttibile viene solo da una parte come accadeva nella vecchia Unione Sovietica. Basta tenerne conto alle prossime elezioni

Postato da: Essential a 17:25 | link | commenti |
media, celentano

In questi giorni si legge della disfida fra Bertinotti e Cofferati. L'ex sindacalista ora Sindaco di Bologna ha sfrattato dei noglobal e sta cercando di dare una "stretta" ai lavavetri extracomunitari che pretendono l'elemosina con un po troppa veemenza. In questa diatriba io ci vedo la differenza fra la realta e le le utopie di sinistra, il compimento di quello che è chiaro a tutte le persone di buon senso: la società ideale è ancora molto lontana e bisogna fare i conti con le cose pratiche. Chiunque, non solo Bertinotti ed accoliti, amerebbe una società senza problemi e senza differnze sociali accentuate, dove tutti sono buoni; ma purtroppo non è così. Cofferati ne ha preso coscienza; i noglobal non possono superare con la violenza delle occupazioni le povere famiglie in attesa per la casa nelle lunghe liste regolari stilate in grado a bisogni; parecchi extracomunitari giunti in numero eccessivo nel nostro paese devono mangiare e spesso vivono di espedienti non sempre legali. Esiste una legalità che è giusto sia rispettata da tutti. Bertinotti, che dell'ipocrisia ha fatto mestiere, sta dalla parte di chi occupa (centri sociali, case, scuole) di chi tira gli estintori alla polizia e che fa le rapine proletarie e spacca le vetrine di banche e negozi in nome di un possibile mondo migliore. Nessuno, tantomeno il mitico Fausto, vi spiegherà come si realizza questa favolosa utopia ma state certi che semmai Prodi dovesse arrivare al Governo lo scontro fra l'Italia reale e i sogni di Fausto sarebbe realmente dirompente.

Postato da: Essential a 16:34 | link | commenti |
sogni, regole, bertinotti, cofferati

lunedì, 10 ottobre 2005

Alcuni giorni fa ho letto su Il Giornale alcune dichiarazioni programmatiche attribuite a Bertinotti; dato per scontato che nei giornali schierati le notizie vanno verificate accuratamente, mi ha, comunque colpito una delle presunte proposte: Dare l'incarico della politica finanziaria ai Sindacati. Lasciando da parte le ovvie obiezioni come: chi sarebbe realmente a decidere, oppure che i sindacati in quanto rappresentanti di una parte non sarebbero neutrali nelle loro scelte etc, questa affermazione mi ha fatto capire quanti danni abbia fatto l'insipienza della DC, e la malafedere del PCI sul problema sindacati che da rappresentanze di parte sono diventati potentati senza controllo ne regole. La costituzione ha stabilito delle regole precise per le rappresentanze dei lavoratoti, cosi come il diritto del lavoro, ma tutto ciò è stato in gran parte disatteso; in primo luogo la scelta dei dirigenti sindacali e i rendiconti degli introiti. Per anni nessuno ha potuto sapere che fine facevano i prelievi "forzosi" dagli stipendi dei lavoratori una volta giunti nelle mani dei capi. Qualche dubbio è venuto a chi ha casualmente assistito ad una tavolata al ristorante di sindacalisti con le aragoste svanite in serie nelle fauci dei commensali. Ma questo è folclore. Io invece credo d'aver capito! Hanno investito in scuole speciali per diventare onniscenti! Basta seguire qualunque media: radio, carta stampata, tv: non c'e' argomento che venga trattato senza il parere del sindacalista Si possono sentire commenti di Pezzotta sulla crisi in medioriente oppure di Angeletti sull'assegnazione del nobel e sulle ultime scoperte delle particelle subatomiche: non sia mai che loro si tirino indietro Tempo fa in copertina di un mensile di Moto Pezzotta spiegava come si risolve in Italia la crisi delle due ruote. Riflettendo su queste meravigliose infinite capacità mi son reso conto che la proposta di Bertinotti non è ridicola ma riduttiva: SONO INUTILI LE ELEZIONI bastano Pezzotta Epifani ed Angeletti a decidere tutto e per tutti! Coraggio il centro sinistra sta arrivando!

Postato da: Essential a 18:56 | link | commenti (1) |

mercoledì, 05 ottobre 2005

Incredibile! Ad ascoltare certe radio e certe opinioni pare quasi che, oltre la vittoria data per certa di prodi e dei sua disarticolata armata, i pareri diversi da quelli di sinistra siano archeologia, cadaveri galleggianti, inesistenze remote. Oggi ho sentito un noto conduttore dire chiaramente come cosa assodata e parere comune che chi sta con Berlusconi è un fascista. A parte il linguaggio superato da parecchio tempo, a parte che in italia i sostenitori delle dittature (ma comuniste sia ben chiaro tipo Cuba e Corea del Nord) sono dall'altra parte, non vedo oggi nessuna traccia di quella sorta di dittatura sottesa e indotta paventata dai "soliti". Se ci fosse, come minimo, non sarebbe nemmeno pensabile ad oggi una vittoria della sinistra. Purtroppo come ho scritto nel commento precedente l'informazione prevalente non è quella dell'onnipresente capo del governo ma uno strano virus strisciante che rende vere anche le cose più false. Alcuni esempi: Il Viet-Nam: I commenti e le opinioni correnti vedono, ancora oggi, nella vittoria del Nord comnista sugli americani un risultato grandioso per il paese e per il mondo intero. Nella realta i comunisti hanno portato alla fame il paese, perseguitato gli abitanti del sud ed alla fine si stanno sollevando aprendo violentemente al capitalismo in perfetto stile americano; salvo un potere oligarchico violento che limita la libertà di espressione. La Rai: la sinista intera ha dato per certo il collasso della tv pubblica per ordine di Belusconi. Oggi Mediaset sta cercando di limitare i danni negli ascolti che la vedono perdere ogni giorno. Credo che se in Italia la sinstra non fosse così forte e non ci avesse riempito di cazzate per 60 anni saremo un paese migliore.

Postato da: Essential a 15:40 | link | commenti |